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Da Calandri a Guttuso - luglio 2009

Mostre nazionali > Torino - Villa Gualino 2009-2011


DA CALANDRI A GUTTUSO

Nella Sala dedicata alle mostre dei Maestri storicizzati, il curatore Guido Folco ha selezionato una serie di opere provenienti da collezioni private di grande risalto. La mostra parte da un nucleo di incisioni storiche di Calandri (Torino, 1914-1993),considerato uno dei massimi incisori del XX secolo, collocato di diritto nell'olimpo degli autori specializzati nella grafica.
Calandri ha saputo coniugare la pittura e l'incisione con raffinato gusto estetico e tecnica sopraffina, modulandone atmosfere, toni, chiaroscuri con sapiente maestrìa. Ha partecipato, con le incisioni, alle maggiori esposizioni nazionali e internazionali del genere. Nel 1932 ha frequentato l' Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, seguendo gli insegnamenti di Cesare Maggi. altro grande autore della tradizione pittorica torinese del Novecento, divenendone poi assistente. Sono gli anni delle esposizioni a Roma e a Venezia, che culminano nella presenza alla Biennale della città lagunare nell'edizione del 1940. Nel dopoguerra Calandri diventa assistente di Marcello Boglione, titolare della Cattedra di tecniche dell'Incisione presso l'Accademia Albertina di Torino, per succedergli come incaricato dal 1957 al 1960. Dal 1963 al 1977 insegna presso l'accademia Albertina torinese.
Ad affiancare questo nucleo di opere, altri lavori di Maestri conclamati a livello internazionale.
Tra questi, Vespignani (Roma, 1924-2001), pittore, illustratore, scenografo e incisore italiano.Gli inizi artistici di Vespignani nascono durante l'occupazione nazista, nascosto presso l'incisore Lino Bianchi Barriviera, suo primo maestro. Altri importanti punti di riferimento, che influirono sui suoi esordi artistici, furono Alberto Ziveri e Luigi Bartolini. Fin dagli esordi, la sua pittura e il suo stile si rifanno agli Espressionisti come George Grosz e Otto Dix, mantenendo comunque una cifra stilistica di gusto molto personale. Nel 1945 presenta la sua prima personale e comincia a collaborare a varie riviste politico-letterarie (Domenica, Folla, Mercurio, La Fiera Letteraria) con scritti, illustrazioni e disegni satirici. Il suo lavoro, tra il '44 e il '48 cerca di descrivere il volonteroso e maldestro tentativo di resurrezione di un'Italia umiliata, affamata e distrutta dalla guerra. Nel 1956 fonda, con altri intellettuali, la rivista Città Aperta, incentrata sui problemi della cultura urbana.
Messina (Linguaglossa, 1900-Milano, 1995) nasce da famiglia povera, ma subito il suo talento emerge prepotente. Dal 1922 inizia ad esporre regolarmente le sue opere alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia e tra il 1926 e il 1929 partecipa alle esposizioni del gruppo artistico Il Novecento Italiano a Milano. Nel 1932 si trasferisce a Milano, dove ottiene dopo un concorso nazionale, nel 1934 la cattedra di scultura presso l'Accademia Brera di cui diventa, dopo soli due anni, il direttore. È considerato dalla critica tra i più grandi scultori figurativi del Novecento, insieme a Giacomo Manzù, Arturo Martini, Marino Marini. È l'autore di alcuni dei maggiori monumenti del Novecento italiano: Santa Caterina da Siena, collocata sul lungotevere di Castel Sant'Angelo; la Via Crucis di San Giovanni Rotondo; il Cavallo morente della RAI; il Monumento a Pio XII nella Basilica di S. Pietro.
Vedova (Venezia, 1919-2006) interpreta il gusto nuovo dell'arte del secondo Novecento. Entra a far parte del Gruppo degli Otto, nato nel 1952 in seguito alla scissione del Fronte Nuovo delle Arti. Creato dal critico Lionello Venturi, il gruppo degli Otto accoglie artisti particolarmente legati all'informale, quali Birolli, Corpora, Morlotti, Santomaso, Turcato, Afro, Moreni e, appunto, Vedova. In mostra una piccola e intensissima opera grafica che ne testimonia l'afflato esistenziale.
Si prosegue con un lavoro di Parisot(Totino, 1912-2004), esponente di punta del MAC, Movimento Arte Concreta. Nel 1954 ha fondato e diretto ad Alba la rivista d'arte "I 4 Soli" con Emanuele Micheli e con la redazione composta da Ugo Giannattasio, Emilio Vedova e Enrico Prampolini. Questa rivista, edita fino al 1969, ebbe importante funzione di ponte e di confronto con la cultura francese e europea contemporanea. A Torino ha diretto nel 1958-60 la Galleria Il Grifo e organizzato mostre di pittori spaziali e nucleari; nel 1966-68 la Galleria Luna 2.
Renato Guttuso (Bagheria, 1911-Roma, 1987) è presente con un lavoro di alta qualità, noto per la sua arte sociale, per la denuncia vibrante che si mescola al colore acceso, alle tonalità decise, al segno graffiante della sua pittura. Il percorso prosegue nell'ambiente torinese, con opere di maestri storici della città, che seppero imporsi all'attenzione nazionale e internazionale con il Gruppo dei Sei Pittori di Torino, a cui Villa Gualino ha appena dedicato una mostra: ecco allora opere di Paulucci (Genova, 1901-Torino, 1999), molto originale la sua “Lancia Delta” studiata per la campagna promozionale della Fiat, Levi (Torino, 1902-Roma, 1975), Casorati (Novara, 1883-Torino, 1963) e Menzio (Tempio Pausania, 1899-Torino, 1979). Molto interessante anche l'opera di Morando (Alessandria, 1889-1980), incentrata sul tema della guerra, tra i soggetti più tipici del maestro, “La resa”. In mostra anche autori contemporanei molto conosciuti, come Tabusso, Casorati, Nespolo, Fritz Baumgartner, Ettore Fico, Giacomo Soffiantino, Felice Vellan, Enrico Colombotto Rosso, Fernando Eandi.


Luglio 2009

Villa Gualino - Torino


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