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Gaudenti - novembre 2010

Mostre nazionali > Torino - Villa Gualino 2009-2011


SERGIO GAUDENTI
ARTE E REALTA': IL METAREALE DI SERGIO GAUDENTI
6-30 NOVEMBRE 2010 - VILLA GUALINO - TORINO

INAUGURAZIONE: SABATO 6 NOVEMBRE, ORE 18


Nei “Poèmes Saturniens” Verlaine scrive che “...nella vita della pittura contemporanea, e nei più sensibili documenti della speculazione artistica e della visionarietà, il problema mentale dell’icona ha occupato un posto considerevole. Non solo la pittura più metareale è testimonianza di ciò, ma lo è la stessa intensità di avvenimenti che accadono dentro di essa, che caratterizzano la vita interna e la dinamica esterna del suo ‘farsi’”. Partiamo da questo presupposto, per individuare, nell’arte di Sergio Gaudenti, una profonda rilettura del reale, solo apparentemente indagato nella sua specificità, ma con una visione che supera l’interpretazione spazio-tempo del contingente, del qui e ora, fino ad elevarsi a pura astrazione, a simbolo di un vissuto e di uno stato d’essere dell’universo e, quindi, dell’uomo. La sua serie di piccoli ‘mondi’ osservati dall’alto, bloccati in un ricordo e in un’immagine, compie un’operazione linguistica e artistica ben precisa, di rappresentazione di un reale interpretato dallo spirito, riletto e osservato come in un processo metamorfico che muta l’oggetto in idea. Un pavimento bianco di piastrelle è come un Rinascimento moderno, alla ricerca della definizione di un equilibrio e di un’armonia spaziale e naturale, in cui la ragione dell’uomo guida gli elementi e la natura in rigorosa e ritmica razionalità. Ben presto subentra però la variabile-spirituale, propria dell’Essere, che delinea la storia e il momento, una ‘Crocifissione laica’, a metà, sospesa tra simbologia e metafora della vita e della morte. In altre opere Sergio Gaudenti intuisce il reale, lasciandoci immaginare universi nuovi, inaspettati, costruendo, tra fotografia, grafica e pittura, puzzle e frammenti di percezioni visive che oltrepassano il reale, che diventano ‘passaggi’ verso l’astrazione, arte Metareale appunto, icone del mondo di oggi, in cui l’elemento croce spesso ritorna con forza evocativa. I suoi ‘Eden privati’ raccontati dall’alto, tra letti di muschio e foglie secche, tra fiori e cromatismi accesi, cantano l’utopia della salvezza, in perenne contrasto con l’effimera esistenza dell’uomo, ‘memento mori’ della nostra fragilità dimenticata. Nell'ambito della mostra presentata da Italia Arte presso gli spazi di Villa Gualino, a Torino, dal 6 al 30 novembre, Sergio Gaudenti espone una quindicina di lavori scelti dall'ultima produzione, pittura tradizionale e 'contaminate' da inserti di fotografie elaborate e maroufflage, tecnica di incisione trasferita su tela. Filo conduttore dell'esposizione è anche il suo ritorno con una grande mostra nella sua città, Torino, in cui indaga il rapporto uomo-radici, uomo-tradizione, uomo-patria, con alcune opere che si riferiscono al suo 'sogno' di Italia, di Paese natale, troppo spesso calpestato e umiliato, proprio come nelle opere dedicate ai 'suoli', frammenti di terra osservati come al microscopio per entrare nell'intimità dell'esistenza. BIOGRAFIA. Torinese di nascita, Sergio Gaudenti abita da oltre 30 anni a Parigi, dove si è fatto conoscere negli ambienti della fotografia, lavorando per numerosi giornali italiani. Tra il 1978 e il 2000 è stato il fotografo ufficiale del Crazy Horse e, parallelamente, si è dedicato alla serigrafia. Le sue incisioni (a punta secca, acquaforte, acquatinta) sono trasferite su tela secondo la tipica tecnica francese del ‘700 del marouflage.


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