ITALIA ARTE


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Maquignaz - febbraio 2010

Mostre nazionali > Torino - Villa Gualino 2009-2011


GABRIELE MAQUIGNAZ. SCULPTEUR
18 Febbraio - 30 Marzo 2010
VILLA GUALINO - TORINO

Non è semplice, nel vasto panorama artistico internazionale, individuare le reali potenzialità e le migliori personalità che operano nel campo della pittura, della scultura, della fotografia o delle altre numerose discipline che coinvolgono la creatività. Quando ci si trova al cospetto delle opere di Gabriele Maquignaz si comprende come l’arte possa spingersi al di là delle convenzioni per diventare grande, fino a condurci nel mondo visionario dell’artista, tra montagne e vette forgiate nell’acciaio o nel bronzo, tra gli scenari antichi di una figurazione però contemporanea, fino alle azzardate sperimentazioni con resine, materiali, oggetti inglobati e assemblati dal sapore sapidamente glamour. Un linguaggio personale a cui sottendono sempre simboli e metafore dell’esistenza. C’è però di più nei lavori di Maquignaz: tra i giovani artisti (e non dimentichiamo che parliamo di scultori) sono pochissimi quelli che coniugano ricerca, novità, stile e gusto, mantenendo vivi anche la tradizione e il legame col passato e con la storia. Non semplici provocazioni fini a sè stesse, anche se non mancano sorprese nella produzione di Maquignaz, ma un giusto equilibrio tra senso primordiale del creare e sguardo orientato a un futuro globalizzato. Da questo mese “Italia Arte” dedicherà spazio agli artisti emergenti più validi sul piano internazionale, con una scelta selezionatissima che rispecchierà le tendenze del mercato, con approfondimenti critici e informativi, per consigliare collezionisti e appassionati e per seguire le nuove tendenze del mercato. Maquignaz è certo tra i più significativi.

LA MOSTRA AL CENTRO CONGRESSI INTERNAZIONALE VILLA GUALINO
Gabriele Maquignaz è un artista poliedrico, che ama la scultura come necessità interiore di esprimere se stesso, ma sa anche coniugare il linguaggio pittorico, in maniera personale e introspettiva, volgendo lo sguardo alla continua ricerca di idee e ispirazioni. La sua vita è l’arte, intesa come pensiero che elabora l’oggetto o il segno, che poi con metodico e appassionato lavoro prende forma nel suo atelier alle pendici del Cervino. Sarà questa presenza imponente e misteriosa, atavica, primordiale, solidamente ancorata al mondo ad abitare le notti di fatica tra fiamme ossidriche, lame contorte, antichi ferri e legni secolari forgiati con la forza dello spirito e la delicatezza del ricordo. La memoria gioca un ruolo essenziale nell’opera di Maquignaz, intesa come elaborazione del passato, quasi come salvifico porto a cui approdare nei momenti più difficili della vita. Qui ritrova la sua cultura, la tradizione della sua terra, su cui indulge nella scelta dei materiali, legno, ferro, pietra, per poi lasciarsi trasportare dalle correnti impetuose della fantasia. E’ qui che nasce l’altro Maquignaz, lo scultore e il pittore dell’avanguardia, anche se oggi questo termine ha perso molto del suo fascino e del suo significato, a causa di improbabili fenomeni mediatici senza consistenza che da troppo tempo si susseguono sulla scena internazionale. Nei suoi nuovi lavori, si dispera la società dell’immagine, tra cristalli spezzati e incorniciati come feticci e scarpe femminili laccate rosso sangue, immerse in resine fluide e durissime, d’oro e d’argento, canti di sirene e di utopie perduti nel marasma della società di oggi. Un aspetto glamour ed effimero, bloccato nel tempo e nello spazio come ali di farfalle crocifisse per sempre in una bacheca intoccabile. C’è della genialità nel percorso di Maquignaz e non usiamo questo termine a caso: ogni suo lavoro fa parte di un progetto ben definito, che apre parentesi di gusto e di stile su idee e sensazioni che l’autore vuole approfondire prima per se stesso, quindi per gli altri. Per questo è importante rivalutare i vari e autentici maestri, ancor più se giovani e ricchi di esperienza e formazione come Gabriele Maquignaz. Non ci si improvvisa scultori; lo si diventa con la forza della convinzione e della determinazione, con la consapevolezza di poter raccontare qualcosa di nuovo di se stessi e dell’esistenza. Maquignaz è scultore nel senso più ampio del termine, perchè coniuga la materia alla forma, la luce al colore, creando spazi irreali e introspettivi. Nel cuore delle montagne della Valle d’Aosta, tra crepacci e dirupi infernali, l’artista scopre le profondità dell’anima, scomponendo la realtà in lastre di lame tagliate, ‘ferri musicali’ elevati al cielo come canne d’organo, graffiti d’acciaio di una zoologia primitiva ed eterna.

LE MOSTRE PRINCIPALI
Maquignaz si dedica alle lavorazioni di ferro e legno, resine espanse e materiali di recupero, fino alle recenti fusioni in acciaio e bronzo, evocative e simboliche.Tra le sue esposizioni principali, segnaliamo le personali alla Galleria Brehova di Praga, al Palais des Congrès di Parigi nell’ambito del Forum de l’Investissement, all’Hotel Ad Gallias di Bard (AO), all’Hotel Punta Maquignaz di Breuil Cervinia e l’esposizione permanente delle sue opere presso l’Hotel Ristorante Grivola di Breuil-Cervinia. Ha ottenuto la menzione d’onore al Premio Internazionale Italia Arte 2009 con la fusione in bronzo “Le Combat”. Il prossimo febbraio 2010 si terrà la sua personale al Centro Congressi Internazionale di Villa Gualino, a Torino, curata da “Italia Arte”.

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