ITALIA ARTE


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Stizzoli D'Antoni Montalbano - aprile 2009

Mostre nazionali > Torino - Villa Gualino 2009-2011


"COLORI CONTEMPORANEI A VILLA GUALINO”
TRE MOSTRE PERSONALI, TRA INSTALLAZIONI E DIPINTI DI:

PINO MONTALBANO, BRUNO STIZZOLI, GIUSEPPE D’ANTONI


a cura di Guido Folco, Cinzia Tesio, Elisa Bergamino, Anna Maria Cossu


Dopo il successo ottenuto con la mostra premio “Internazionale Italia Arte 2009”, che ha visto la partecipazione di circa 200 artisti provenienti da 11 Paesi di tutto il Mondo, la rivista “Italia Arte” organizza il secondo appuntamento artistico negli splendidi spazi di Villa Gualino, ospitando una triade di giovani autori nell’ambito della mostra intitolata “COLORI CONTEMPORANEI A VILLA GUALINO. Tre mostre personali, tra installazioni e dipinti di Pino Montalbano, Bruno Stizzoli e Giuseppe D’Antoni”. Da venerdì 10 aprile al 28 aprile il triplice appuntamento di creatività contemporanea spazierà da lavori tradizionali a scenografiche interpretazioni artistiche, con inaugurazione venerdì 10 aprile, dalle ore 17. L’”Osservatorio Gualino”, partner dell’evento, curerà un laboratorio fotografico sulla fotografia d’arte, tenuto da Fulvio Bortolozzo. In mostra, una cinquantina di opere che ripercorrono le tappe principali della carriera già affermata degli autori presentati. Un testo critico di Cinzia Tesio accompagnerà i visitatori alla scoperta dei lavori e degli stili dei tre autori. VILLA GUALINO, Viale Settimio Severo 63, Torino “Colori contemporanei a Villa Gualino. Bruno Stizzoli, Giuseppe D’Antoni, Pino Montalbano” Dal 10 al 28 Aprile 2009. Orario: tutti i giorni?10-19

GIUSEPPE D’ANTONI: EMOZIONI E COLORE “E’ possibile tradurre l’emozioni in colore? E’ possibile, per esempio, nella pittura di Giuseppe D’Antoni. Mi sembra questo, anzi, il centro più singolare della sua policentrica ricerca: una ricerca che ha preso inizio da una rappresentazione legata al figurativo, ma si è mossa poi anfibia nell’ultimo periodo fra fotografia, elaborazioni digitali e performance. La sua arte si svolge in uno spazio fatto di intersezioni fantasiose, talvolta geometriche con linee che spesso cercano l’astrazione dal limite ideale che vogliono racchiudere, proiettando la fantasia di chi guarda in una nuova realtà. I grandi intrecci, le curve che imprigionano un bagliore inaspettato, le scelte cromatiche fanno di queste opere pezzi più “da sentire” che da guardare. Complici il senso della meraviglia per quel che accade al di là della percezione dei sensi, ma che vive, esiste con più potere e acutezza del reale. L’azione che emerge dai suoi lavori è una continua sfida all’immobilismo, una continua ricerca di libertà, la perseverante rimessa in discussione delle scoperte e delle conquiste. Fin dall’inizio la sua ricerca sembra svelare la natura segreta delle cose. Ma non le “cose” terrene che sembrano ombre, e parvenze bensì la realtà vera che consiste nelle immagini virtuali, nelle idee pure illuminate dalla luce soprannaturale. L’astrazione diventa l’ossimoro che sdoppia la realtà in immagini concrete e multimediali. Pittura e poesia intervengono sia nella prima, che nella seconda fase della sua doppia visione su tela ed in video, con il colore e con il mouse”.

IL NEO FUTURISMO DI PINO MONTALBANO L’accentuazione del vitalismo tecnologico in senso stretto e la contrapposizione umanistica dei residui incontrollabili della emarginazione sociale, tema quest’ultimo tanto caro ai contemporanei, è da tempo maturata in artisti come Pino Montalbano. Nato a Favara il 29 dicembre 1956, autodidatta, fin da giovane ha avuto un particolare interesse per il disegno e la pittura. Con il passare del tempo accresce i doni che la natura gli ha dato, avvicinandosi al paesaggio, con una tavolozza già fin dagli inizi preziosa e con efficaci accenti cromatici.… Egli è partito da una maniera prevalentemente verista, proseguendo con forme neo-espressioniste e negli ultimi tempi il suo lavoro è pervenuto ad una originale figurazione della civiltà industriale, testimonianza di rispecchiamento realistico sotto spoglie stilistiche scopertamente neofuturiste. Il dinamismo, i nuovi miti del boom economico, il mondo delle macchine e dello sport sono ingredienti funzionali del linguaggio di Montalbano. La narrazione si svolge in uno spazio quasi annunciato, fatto di pennellate veloci e spatolate che cercano l’astrazione dal limite ideale che vogliono racchiudere, proiettando la fantasia di chi guarda in un mondo di energia. Una forza estrema, che va al di là dello sforzo di convincere, anzi è tutto ciò che vuole dire, senza altro impaccio. Le sue opere, contaminate dal linguaggio fotografico e pubblicitario hanno tutti i caratteri della figurazione tecnologica; ma resta in Montalbano una componente di favola, un residuo di poesia e di ironia che nonostante il link tecnologico ed internettiano trasformano le sue opere in “vele colorate capaci di farci navigare in un mare puro”.

IL NATURALISMO ONIRICO E SIMBOLICO DI BRUNO STIZZOLI
L’itinerario creativo dell’artista torinese Bruno Stizzoli inizia con un reticolo di nuvole. La sua formazione dopo il Liceo Artistico e l’Accademia Albertina è avvenuta nella migliore scuola possibile: nella frequentazione di studi di maestri di fama internazionale tra cui Antonio Carena. I segni e i ritmi dinamici dei cieli e dei notturni di Bruno Stizzoli, con le loro ombre e le trasparenze di luce, non rappresentano soltanto lo specchio simbolico della realtà ma sono in special modo la sintesi di tutti i mondi possibili: pensieri creativi che nascono dal bisogno di andare oltre, di immergersi nella zona insondabile della forma. Come emerge dalla scelta delle tematiche, è presente nell’opera dell’artista torinese una costante di tipo naturalistico e una disposizione alle suggestioni liriche più sottili. E questo spiega, in alcune opere, una certa sopravvivenza del dato paesistico, rintracciabile nella disposizione delle masse, nel “taglio” del quadro o nell’uso di colori “descrittivi”. Alcuni lavori sono anche caratterizzati da un senso di ansia ordinata e controllata, da un tipo tutto particolare d’astrazione e di comunicazione. Un’astrazione solo di rado concettuale (nel significato tradizionale del termine), caso mai simbolica, affidata al linguaggio e ad una volontà di trasmettere “messaggi” che continuano ad appellarsi al dato sensibile….Il suo racconto si concentra e si svolge in uno spazio enigmatico, con tutte le conseguenze del caso; prima fra tutte il fatto di trovarsi ad agire in un campo estremamente aperto, non delimitabile, dove la conoscenza si identifica sempre in un atto di autocoscienza e viceversa dove l’interno e l’esterno coesistono in un solo momento. Il fare si verifica nella sua progettualità e quest’ultima nel farsi del progetto. Tutto ciò permetterebbe di considerare la sua pittura solo in riferimento ai sovraccarichi emozionali, di memoria neo-romantica.

Cinzia Tesio

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